Sono
nato il 4 ottobre 1997 nella città di New York,
negli Stati Uniti. Io vivevo in una casa di un piano,
tre stanze, una cucina e un giardino molto spazioso.
Avevo un fratello e una sorella. Mio fratello era
uno a cui piaceva lottare e a mia sorella piaceva
giocare, disegnava tutto il tempo e guardava la tv.
Avevo anche un babbo e una mamma: mia mamma si chiamava
Silvia e il mio babbo Charlie. A mia mamma piaceva
andare in palestra, cucinare e camminare. Al mio babbo
piaceva andare in bicicletta e lavorare.
Quando ero molto piccolo la mia famiglia è
dovuta emigrare in Argentina, a Buenos Aires. E così
che ho conosciuto la mia strana maestra di castigliano.
I miei genitori mi hanno mandato a una scuola materna
per fare amicizie, dopo, quando avevo sei hanni mi
hanno trasferito alla scuola primaria per fare amicizie
e studiare. Il risultato era strano: il castigliano
bene non lo capivo, così ho detto alla mia
famiglia se lo potevo studiare privatamente, con una
maestra di castigliano. Il suo nome era Ruperta. Viveva
tra Corrientes ed Esmeralda, al lato di un teatro
molto strano.
Un giorno alle 17.00 sono andato a casa della maestra,
ho suonato il campanello e una voce strana mi ha detto:
- Tu chi sei? E io gli ho risposto: - Il tuo alunno,
Ciro. Mi hanno aperto la porta e mi sono sorpreso
al vedere un pappagallo che parlava spagnolo. Mi ha
detto di sedermi e aspettare cinque minuti. Dopo un
po’ è arrivata la professoressa, che
era vecchia, alta come un giocatore di basket, aveva
gli occhiali di colore nero ed era vestita come un
strega (tutta nera). Aveva un pappagallo che parlava
cinque lingue, aveva un gatto nero che leggeva libri
e due tartarughe che facevano hip-hop e ballavano
la break-dance.
Ho studiato lì per otto mesi. Tutti i giorni
erano più magici. Un giorno la professoressa
mi ha detto che se facevo gli esercizi male mi trasformava
in una rana. Ed io mi sono reso conto che il gatto,
il pappagallo e le tartarughe erano ex-alunni che
non facevano gli esercizi. Quindi sono scappato dalla
casa e non sono ritornato più.
Venticinque anni dopo sapevo parlare castigliano e
per fortuna ero una persona normale.