Immigranti…
persone che sono venute fuggendo dalla povertà,
cercando de poter fare realtà i loro sogni.
Persone che hanno lasciato tutto nella loro terra
con la speranza di sopravivere in un mondo che scadeva
per colpa della guerra, della povertà, della
fame e la mancanza di lavoro.
Vicente
l’immigrante
26
Maggio 1910 – Rossolini, Sicilia. Nacque Vicente
Valvo, il più piccolo tra sette fratelli. Salvatore,
suo padre, lavorava nella campagna e lasciava la sua
famiglia per giorni o per settimane secondo la quantità
di lavoro che doveva fare. Sua moglie, Martina, restava
da sola allattando i loro figli.
Il padre di Vicente, morì quando lui aveva
cinque anni. Martina disperata non sapeva come andare
avanti, non aveva denaro e cominciava la prima guerra
mondiale. Raccolse forze da dove fu possibile e continuò
da sola badando i suoi figli. Le sere quando tutti
dormivano Vicente toccava la faccia di sua madre e
la sentiva tutta bagnata, lei piangeva di notte quando
nessuno dei suoi figli la guardava.
Vicente aveva sedici anni, sua madre non poteva incaricarsi
più di lui, allora lui decise di partire per
l’Argentina. Andò a vivere un anno da
suo fratello più grande e lo aiutava a cucire
gli abiti (lui era sarto).
Ai ventotto anni si sposò con Josefina, quella
fu sua moglie fino alla morte. Lui diventò
un sarto e Julia fu la casalinga. Così tutti
e due poterono andare avanti e avere una vita onesta.
Una notte Vicente si svegliò e vide una mano
bianca che lo accarezzava. Il giorno dopo, si alzò
e incontrò due sedie cadute. Raccontò
a sua moglie tutto quanto gli era successo e lei gli
disse di registrare la data. Quindici giorni dopo
ricevesse una lettera nella quale gli informavano
che sua madre era scomparsa la stessa notte in cui
lui aveva sentito la mano.