Colegios  
VI CONCORSO LETTERARIO ACIAU 2008
CUENTO EN ITALIANO
2 PREMIO

Vicente L´Immigrante

Seudónimo
Condesa

Union y Benevolencia Dante Alighieri

Immigranti… persone che sono venute fuggendo dalla povertà, cercando de poter fare realtà i loro sogni. Persone che hanno lasciato tutto nella loro terra con la speranza di sopravivere in un mondo che scadeva per colpa della guerra, della povertà, della fame e la mancanza di lavoro.

Vicente l’immigrante

26 Maggio 1910 – Rossolini, Sicilia. Nacque Vicente Valvo, il più piccolo tra sette fratelli. Salvatore, suo padre, lavorava nella campagna e lasciava la sua famiglia per giorni o per settimane secondo la quantità di lavoro che doveva fare. Sua moglie, Martina, restava da sola allattando i loro figli.
Il padre di Vicente, morì quando lui aveva cinque anni. Martina disperata non sapeva come andare avanti, non aveva denaro e cominciava la prima guerra mondiale. Raccolse forze da dove fu possibile e continuò da sola badando i suoi figli. Le sere quando tutti dormivano Vicente toccava la faccia di sua madre e la sentiva tutta bagnata, lei piangeva di notte quando nessuno dei suoi figli la guardava.
Vicente aveva sedici anni, sua madre non poteva incaricarsi più di lui, allora lui decise di partire per l’Argentina. Andò a vivere un anno da suo fratello più grande e lo aiutava a cucire gli abiti (lui era sarto).
Ai ventotto anni si sposò con Josefina, quella fu sua moglie fino alla morte. Lui diventò un sarto e Julia fu la casalinga. Così tutti e due poterono andare avanti e avere una vita onesta.
Una notte Vicente si svegliò e vide una mano bianca che lo accarezzava. Il giorno dopo, si alzò e incontrò due sedie cadute. Raccontò a sua moglie tutto quanto gli era successo e lei gli disse di registrare la data. Quindici giorni dopo ricevesse una lettera nella quale gli informavano che sua madre era scomparsa la stessa notte in cui lui aveva sentito la mano.

de Melisa Ayelen Suligoy